Trattamenti Tradizionali

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Chirurgia refrattiva

Lo scopo della chirurgia refrattiva è quello di correggere i vizi di refrazione dell’occhio, migliorando la qualità della visione e riducendo o eliminando la necessità di occhiali o lenti a contatto.

Nel nostro studio è possibile effettuare tutti gli esami necessari a valutare l’idoneità alla chirurgia refrattiva, sia di tipo laser, incisionale, che con impianto di lenti intraoculari.

L’intervento, che viene eseguito presso altra sede, utilizza esclusivamente laser ad eccimeri (Schwind Amaris), una tecnologia di ultima generazione che assicura massima precisione e sicurezza.

Durante la fase preoperatoria viene eseguita un’approfondita analisi qualitativa e morfologica della cornea attraverso:

  • topografia tridimensionale della superficie anteriore;

  • valutazione della qualità e dello spessore corneale mediante Scheimpflug Camera Sirius e OCT ad alta definizione;

  • analisi dello stato di salute dell’endotelio corneale con microscopio dedicato non a contatto, sia prima che dopo l’intervento;

  • pupillometria in condizioni statiche, dinamiche, mesopiche e scotopiche, fondamentale per la personalizzazione del trattamento.

Grazie a queste indagini, ogni paziente riceve una valutazione individuale e un percorso chirurgico mirato e sicuro, per risultati ottimali e una visione nitida e naturale.

Vizi di refrazione

Per comprendere l’importanza della chirurgia refrattiva, è utile sapere come funziona la visione.

La luce, attraversando cornea, pupilla, cristallino e corpo vitreo, si concentra sulla retina, stimolando i fotorecettori che trasmettono l’impulso visivo al cervello.
Questo processo, detto refrazione, permette la formazione delle immagini.

In un occhio emmetrope (senza difetti visivi), i raggi luminosi provenienti dall’infinito vengono messi a fuoco esattamente sulla retina.
Quando ciò non avviene, si parla di vizi di refrazione o ametropie, che si distinguono in tre principali categorie:

  • Ipermetropia: il fuoco delle immagini cade posteriormente alla retina;

  • Miopia: il fuoco cade anteriormente alla retina;

  • Astigmatismo: il fuoco si realizza su due piani differenti.

Ipermetropia

Ipermetropia

L’ipermetrope vede male gli oggetti distanti e, soprattutto, quelli vicini.
È un difetto visivo molto comune ma spesso sottovalutato.

A causa di una minore lunghezza del bulbo oculare, di una cornea troppo piatta o di caratteristiche interne del cristallino, l’occhio non riesce a mettere a fuoco correttamente sulla retina: i raggi vengono concentrati dietro la retina, provocando una visione offuscata.

Nei soggetti giovani l’occhio riesce a compensare grazie al meccanismo di accomodazione, ma con l’età il cristallino perde elasticità e il difetto diventa più evidente.

Nei bambini, l’eccessivo sforzo accomodativo può causare astenopia accomodativa, con sintomi come:

  • difficoltà di concentrazione nella lettura;

  • affaticamento visivo;

  • bruciore o dolore oculare;

  • cefalea;

  • nervosismo e irritabilità dopo sforzo visivo prolungato.

Miopia

Miopia

La miopia comporta una visione nitida da vicino, ma sfocata da lontano.
Ciò avviene perché l’immagine si forma davanti alla retina, spesso a causa di una maggiore lunghezza del bulbo oculare o di una cornea troppo curva.

A differenza dell’ipermetrope, il miope non può compensare il difetto con l’accomodazione.

La miopia è una delle condizioni più diffuse al mondo: in Italia colpisce circa 10 milioni di persone.
Le cause possono essere ereditarie, ambientali o comportamentali (uso prolungato di dispositivi elettronici, lettura ravvicinata, scarsa illuminazione).

Si distinguono:

  • Miopia congenita, presente dalla nascita e di grado medio-elevato;

  • Miopia acquisita, che compare durante la crescita e tende a stabilizzarsi tra i 20 e i 30 anni.

Astigmatismo

Astigmatismo

L’astigmatismo è un’anomalia refrattiva in cui i raggi luminosi non vengono messi a fuoco in un unico punto.
Ciò accade perché la cornea ha una curvatura irregolare, di forma ellissoidale, o perché il cristallino presenta difetti di simmetria.

Il risultato è una visione distorta sia da lontano che da vicino, spesso accompagnata da mal di testa, affaticamento visivo e fastidio alla luce.

L’astigmatismo può essere congenito, acquisito (in seguito a traumi o interventi) oppure derivare da cheratocono.
Spesso si manifesta in età scolare, variando con la crescita dell’occhio, e può essere associato a miopia o ipermetropia.

Solo nei casi lievi l’occhio riesce a compensare parzialmente il difetto, mentre negli altri è necessario un trattamento correttivo o chirurgico.